La tecarterapia applica quello che viene definito principio della diatermia: è una pratica che ha delle proprietà curative per mezzo di un aumento della temperatura di alcune zone del corpo non superficiali.
Il calore è indotto dal passaggio di corrente elettrica, per effetto Joule oppure con l’applicazione di ultrasuoni. Il termine deriva dalle parole greche “caldo” e “profondo”.
Secondo i sostenitori del trattamento, la diatermia permetterebbe di risolvere il danno biologico di forme di patologia cronica caratterizzate da degenerazione e fibrosi.

Il tessuto cicatriziale fibroso conseguente al danno biologico verrebbe rivascolarizzato attraverso l’aumento della temperatura interna fino a 41 °C, con il ripristino del metabolismo corretto tramite correnti di spostamento che producono tre tipi di effetto:

  • biochimico: riequilibra il disordine enzimatico degli adiposità e accelera il metabolismo strutturale delle cellule richiamando sangue ricco di ossigeno, velocizzando il flusso e facilitando il drenaggio linfatico dalle aree periferiche non affette dalla cellulite.
  • termico: per effetto joule prodotto dalle correnti di spostamento, induce una endotermia profonda e omogeneamente diffusa scaldando in modo uniforme e mirato l’area interessata senza surriscaldare la parte esterna.
  • meccanico: aumentando la velocità di scorrimento dei fluidi, drena la stasi emolinfatica e tonifica le pareti vascolari.

L’utilizzo della tecarterapia è in grado di trattare con efficacia e in tempi brevi le patologie di:

  • fibromialgie
  • patologie dolorose infiammatorie osteoarticolati e muscolari
  • rizoartrosi
  • epicondiliti e epitrocleiti
  • sindromi del tunnel carpale
  • sindromi da conflitto sub-acromiale
  • fascite plantare
  • Schermata 2016-02-12 alle 13.14.02metatarsalgie
  • cervicalgie e cervicobrachialgie
  • lombalgie e lombosciatalgie
  • lesioni traumatiche acute o postumi di fratture
  • calcificazioni tendine e tendiniti
  • postchirurgia protesica
  • medicina estetica
  • artropatie da patologie autoimmuni
  • capsuliti adesive (spalla congelata)
  • cisti di Baker
  • condropatie rotulee
  • coxartrosi e coxalgie
  • deficit articolari
  • gonartrosi
  • lesioni traumatiche di tipo acuto
  • pubalgie
  • sindromi della cuffia dei rotatori
  • sperone calcaneare

Alcune precauzioni vanno prese nei soggetti portatori di pacemaker, nelle persone insensibili alla temperatura e nelle donne in gravidanza.