Dal giapponese: Shi = Dito e atsu = Pressione.
E’ una tecnica che nasce in Giappone a partire dal 500 d.c, quando giunsero e si stabilirono in quel paese monaci buddisti cinesi che favorirono una larga diffusione dei principi della Medicina Tradizionale Cinese praticata da più di 5000 anni

Cos’è in Pratica lo Shiatsu?

Per capire lo Shiatsu, si devono prima capire alcuni dei concetti base condivisi dall’Agopuntura, dallo Shiatsu e dalle medicine orientali in genere.
L’origine dei fondamenti base della medicina orientale può essere rintracciata nella Cina del secondo e terzo secolo A.C. circa, quando venne descritto un sistema di canali energetici chiamati meridiani.
Questa percezione del corpo come un sistema di meridiani, si formò in un momento in cui la religione dominante proibiva qualunque tipo di invasione chirurgica all’interno del corpo umano.
Vedendosi negate le procedure che avrebbero rivelato la struttura e le funzioni del corpo umano, i cinesi svilupparono tramite l’osservazione e l’intuito una metafora pratica che descrivesse l’anatomia e la fisiologia del corpo.
Questa concentrazione particolare sull’energia piuttosto che sull’anatomia è forse la differenza fondamentale tra la medicina occidentale e orientale.
Quando il corpo è analizzato da un punto di vista anatomico, si mostra come un insieme di parti separate che esistono a prescindere dal fatto che il proprietario sia vivo o morto.
Esaminato da un punto di vista energetico invece, il corpo si vede funzionare come risultato di una forza dinamica vitale (chiamata Ki) che funge da collegamento comune tra tutti i tessuti e gli organi del corpo.
Il Ki lega insieme ogni struttura e funzione fisica, facendoli funzionare come un’unica unità. Per un orientale, gli organi non sono sufficienti a sostenere la vita a meno che la forza vitale Ki sia presente ad assicurare la funzionalità e interrelazione degli organi.
Per la mente orientale, il fluire equilibrato, libero del Ki lungo i meridiani è sia la causa che l’effetto della salute.
La medicina orientale, incluse le discipline dell’Agopuntura e dello Shiatsu, si dedica al mantenimento del fluire equilibrato del Ki in tutto il corpo, ed a ristabilirlo nel caso accada qualunque cosa che lo disturbi, proprio attraverso dei meridiani in cui esso scorre.

A livello pratico lo Shiatsu  è una forma di manipolazione dolce e delicata, costituita da prese di contatto, pressioni, allungamenti e mobilizzazioni, che si esercita con i pollici, i palmi delle mani, i gomiti o le ginocchia e senza l’ausilio di strumenti meccanici o d’altro genere o unguenti caratteristici del massaggio classico.

Si svolge a terra, su un futon (materassino tipico).

Che vestiti servono per chi riceve un Trattamento Shiatsu?

Sono sufficienti abiti leggeri e comodi, come ad esempio una maglietta ed i pantaloni della tuta; in ogni caso, un abbigliamento che permetta il libero movimento delle articolazioni.

Quanto dura un Trattamento Shiatsu?

Il lavoro che si fa, cambia ad ogni seduta, adattandosi allo stato ed ai bisogni del ricevente in quel preciso momento; quindi, non esiste una durata precisa del massaggio, si può dire, come indicazione di massima, che il trattamento dura circa un’ora.

Quanti Trattamenti servono?

Lo Shiatsu si adegua a chi lo riceve, allo stato della persona in quel preciso momento; è quindi impossibile prevedere il numero di trattamenti prima di aver visto, parlato e “preso contatto” con la persona durante il primo incontro.

Lo Shiatsu agisce sull’equilibrio globale del corpo e della persona; quindi, dopo una seduta, si attende qualche giorno (in genere dai 3 ai 7 giorni) per valutare il nuovo stato di equilibrio raggiunto.

Lo Shiatsu ha lo scopo, oltre che di eliminare (o alleviare) il sintomo che provoca disagio, di mettere la persona nelle migliori condizioni possibili per migliorare la propria qualità della vita; quindi, se ad esempio il disagio è dovuto ad un evento contingente (es. colpo di freddo o di umidità al collo e conseguente cervicale) una o due sedute dovrebbero essere sufficienti per eliminare le cosiddette “influenze perverse” esterne e ristabilire l’equilibrio; ma se le cause sono croniche o perdurano da tempo, saranno necessarie più sedute.

L’Operatore non deve solo “rimuovere” il problema, ma insegnare alla persona come prendersi cura di se autonomamente, utilizzando il proprio potenziale e la propria sensibilità.

Confucio diceva:

Se in riva al fiume vedi qualcuno che ha fame, non regalargli un pesce, ma insegnali a pescare.

Ci sono momenti in cui un aiuto esterno, un sostegno, è necessario, ed è questo uno dei casi in cui lo Shiatsu può intervenire efficacemente, ma quando la persona è stata messa in condizioni di reagire, deve iniziare a prendersi cura di se, prima di tutto imparando a rilassarsi ed ad ascoltarsi;

Quali sono i limiti dello Shiatsu?

Lo SHIATSU esclude tutte le lesioni anatomiche, non lavora su fratture ossee, ne su ernie, esclude inoltre tutte le urgenze mediche.

In questi casi, non si tratta più di cercare il “punto debole”, lo “squilibrio”  che ha permesso l’instaurarsi della malattia, ma di agire urgentemente, poiché la patologia in causa non può più essere combattuta con le sole difese dell’organismo.

Lo Shiatsu non può guarire le malattie degenerative, le malattie genetiche, le malattie infettive e/o infiammatorie.

Tuttavia, anche se lo Shiatsu non può avere un’azione su quest’affezioni, può avere un’azione sulle conseguenze, sui sintomi, in particolare sul trattamento del dolore e della contrazione muscolare con la liberazione delle tensioni delle strutture e delle emozioni, migliorando la QUALITA’ DELLA VITA e fungendo da POTENTE AIUTO nella ripresa e nella guarigione.

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